Nonna, andiamo al cinema a vedere Biancaneve?
Certo tesoro.
La principessa ha la pelle bianca come la neve?
Non più, tesoro, la Disney ha deciso che non era centrale per la fiaba. Adesso è diversamente pigmentata perché è giusto così.
Va bene nonna, e i 7 Sette Nani? Pisolo, Cucciolo e Brontolo sono i miei preferiti..
No, amore di nonna, non ci sono più e non dire la parola nani. Adesso ci sono sette amici di Biancaneve che non è più bianca, e hanno diverse altezze, razze e caratteristiche fisiche.
Ma la fiaba si chiama sempre Biancaneve e i Sette Amici?
No, si chiama solo Biancaneve, i nani sono stati eliminati, era troppo offensivo per un nano recitare in una fiaba così importante per i bambini.
E il Principe c’è sempre con il suo cavallo bianco?
Non c’è. Il Principe lo abbiamo rottamato.
Ma allora chi bacia Biancaneve nel bosco quando dormiva perché aveva mangiato la mela che le aveva preparato la strega?
Nessuno, cucciola di nonna, nessuno! Biancaneve non ha bisogno di essere salvata: è indipendente, autonoma, emancipata, insonne e non vuole nessun principe, tantomeno azzurro e non ama le mele.
Ma che favola è? È una storia normale, manca la magia.
Infatti, tesoro, abbiamo detto addio alla fantasia e abbiamo dato un caloroso benvenuto al politicamente corretto.

Pare che ci sia un bisogno cocente di omologarci alla follia dilagante, al politicamente corretto, alla noia mortale delle parole nuove, tra cui resilienza e inclusività.
Biancaneve infatti non ha più la pelle bianca come il latte ma è di origine latinoamericana (l’attrice Rachel Zegler, un mix di sangue polacco e colombiano). I nani non esistono più e nemmeno il Principe azzurro con il suo bellissimo cavallo bianco (e pensare che io sono crescita a pane e fiabe e il cavallo l’ho sempre desiderato nero, un bel Frisone, e non amo i principi ma i lavoratori e le persone colte, e adesso ho ben tre asine ragusane e una fattoria).
Decisamente troppo patriarcale, e poi quel bacio senza consenso mi sembra abbastanza scandaloso.
Ci aspettiamo, a questo punto, nuove ed emozionanti riletture di quelle che un tempo erano le nostre fiabe, come: “La bella e il diversamente attraente”, “Lilli e il clochard”,
“L’uomo leggermente flesso di Notre Dame”,
“La donna con delle gambe diversamente squamose”
E tutti vissero politicamente corretti.

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